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Art. 09Impianti tecnologici e condominio

Impianti di messa a terra e rischio fulminazione: verifiche e portale CIVA

Impianto di terra, protezione dai fulmini, verifiche periodiche e portale CIVA: una guida per capire chi deve fare cosa e in che ordine.

Lettura 4 minBlog Omnicert
Tecnico con casco giallo che lavora su un quadro elettrico
Fig. 01 · Impianti tecnologici e condominio
In sintesi
  • Gli impianti di terra e i dispositivi contro le scariche atmosferiche sono soggetti a verifiche periodiche (DPR 462/2001).
  • La denuncia degli impianti passa oggi dal portale CIVA dell’INAIL.
  • La protezione dai fulmini discende da una valutazione del rischio, non da una regola automatica.

Un impianto di messa a terra efficiente è una di quelle cose che nessuno nota finché funziona, e che diventa decisiva il giorno in cui qualcosa va storto: un guasto verso massa, una dispersione, un fulmine che colpisce nelle vicinanze. Per questo la normativa prevede che gli impianti di terra e i dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche siano verificati periodicamente da soggetti qualificati.

Cosa dice il DPR 462/2001

Il riferimento è il DPR 22 ottobre 2001, n. 462, che disciplina la denuncia di installazione e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi, e le relative verifiche periodiche. Riguarda i luoghi di lavoro: datori di lavoro di qualsiasi settore, ma anche condomini che abbiano lavoratori alle dipendenze o impianti con particolari caratteristiche. Le verifiche periodiche vengono effettuate da organismi abilitati; la periodicità è di norma quinquennale, ridotta a due anni per alcune situazioni particolari come i cantieri, i locali medici e gli ambienti a maggior rischio in caso di incendio o di esplosione.

Il portale CIVA dell’INAIL

L’articolo 36 del D.L. 162/2019, in vigore dal 31 dicembre 2019, ha previsto l’istituzione presso l’INAIL di una banca dati informatizzata delle verifiche previste dal DPR 462/2001. Il servizio online si chiama portale CIVA. In pratica, ogni datore di lavoro deve:

  1. denunciare i propri impianti, anche nei luoghi in cui non è proprietario ma, per esempio, in affitto;
  2. ottenere un numero di matricola identificativo dell’impianto;
  3. recuperare le eventuali matricole già possedute e aggiornare i dati nel portale;
  4. indicare quale organismo abilitato esegue le verifiche periodiche sugli impianti elettrici.

La delega a un consulente

Come accade per la gestione dei contributi, dove si delega il consulente del lavoro, anche per il portale CIVA è possibile delegare un professionista alla presentazione delle pratiche. Per conferire la delega, il datore di lavoro abilita l’intermediario sul portale indicando il codice fiscale della persona autorizzata. Il consulente può operare per datori di lavoro, datori di lavoro agricoli, amministratori di condominio e privati cittadini. Omnicert può essere delegata a questo ruolo: raccoglie la documentazione necessaria, effettua la denuncia o il recupero della matricola e restituisce al cliente la conferma di pratica conclusa. Maggiori informazioni nella scheda Portale CIVA INAIL.

La protezione dai fulmini non è automatica

Non ogni edificio ha bisogno di un impianto di protezione contro i fulmini. La necessità deriva da una valutazione del rischio, eseguita secondo le norme tecniche della serie CEI EN 62305, che tiene conto delle caratteristiche della struttura, della sua ubicazione, dell’uso e delle conseguenze possibili di un fulmine. Il D.Lgs. 81/08 stabilisce che gli edifici, gli impianti, le strutture e le attrezzature debbano essere protetti dai rischi derivanti dalle scariche atmosferiche. In ambito condominiale, l’amministratore, in quanto custode delle parti comuni, è tenuto a prescindere dalla presenza di lavoratori subordinati a ricorrere a una valutazione completa dei rischi per la sicurezza dell’edificio. Se la valutazione evidenzia un rischio superiore a quello tollerabile, si individuano le misure di protezione adeguate, per riportarlo sotto la soglia di accettabilità. Vedi la scheda sulla valutazione del rischio di fulminazione.

Quando manca la documentazione dell’impianto

Capita spesso, soprattutto negli edifici più datati, che la dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico sia introvabile. Per gli impianti realizzati prima dell’entrata in vigore del DM 22 gennaio 2008, n. 37, la strada indicata è la Dichiarazione di Rispondenza, redatta da un professionista abilitato sulla base di schema unifilare, verifiche strumentali e relazione tecnica. È un tassello importante anche per la gestione delle verifiche periodiche.

Cosa succede se non si fa nulla

Trascurare le verifiche non comporta solo il rischio di una sanzione amministrativa in caso di controllo. Un impianto di terra non verificato può avere nel tempo valori di resistenza peggiorati senza che nessuno se ne accorga, riducendo l’efficacia degli interruttori differenziali proprio quando servono. Per il datore di lavoro, inoltre, l’assenza di verifiche valide e di denuncia può avere conseguenze in caso di infortunio di origine elettrica. È un adempimento che costa poco rispetto alle conseguenze che previene.

Una piccola checklist

  • Hai gli impianti di terra e di protezione dai fulmini censiti e denunciati?
  • Conosci la matricola di ciascun impianto e l’organismo che esegue le verifiche?
  • Le verifiche periodiche sono in corso di validità, con verbali conservati?
  • La valutazione del rischio fulminazione è stata fatta e aggiornata dopo eventuali modifiche?
  • La documentazione dell’impianto elettrico è completa o è stata ricostruita?

Parliamone

Se non sei sicuro di avere tutto in regola, o se vuoi delegare la pratica CIVA, contattaci: partiamo dalla raccolta dei documenti e ti aiutiamo a mettere ordine.

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