
HACCP in sintesi: la guida per chi apre un’attività alimentare
Manuale di autocontrollo, punti critici, rintracciabilità e formazione: le basi dell’HACCP per chi si prepara ad aprire un’attività alimentare.
Leggi l’articolo (4 min)HACCP e privacy hanno una cosa in comune: funzionano solo se sono documentate e vissute ogni giorno. Guide pratiche per le imprese, alimentari e non.

Chi gestisce un’attività alimentare ha due fronti documentali da presidiare: il piano di autocontrollo con la rintracciabilità e la protezione dei dati di clienti, fornitori e dipendenti. In entrambi i casi la norma chiede metodo, procedure aggiornate e prove di applicazione, non fascicoli da cassetto. Qui trovi articoli, una scheda con il percorso dell’alimento e le prime mosse per la privacy, le domande frequenti e il glossario.

Manuale di autocontrollo, punti critici, rintracciabilità e formazione: le basi dell’HACCP per chi si prepara ad aprire un’attività alimentare.
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Titolare, informativa, basi giuridiche, registro dei trattamenti, DPO e data breach: le prime mosse per mettersi in regola con il GDPR.
Leggi l’articolo (4 min)Controllo di integrità, etichette, lotti e documenti dei fornitori.
Conservazione alle condizioni previste, separazione dei prodotti.
Igiene del personale, delle superfici e delle attrezzature.
Controllo delle temperature e delle modalità di processo.
Distribuzione al cliente e registrazione dei controlli.
Quali dati, da chi, perché, dove, per quanto tempo.
Contratto, obbligo di legge, consenso, legittimo interesse.
Dire alle persone chi tratta i loro dati e con quali diritti.
Password, backup, aggiornamenti, accessi limitati.
Sapere come reagire a un data breach e a chi comunicarlo.
Schema semplificato a scopo orientativo: il piano di autocontrollo va sempre calato sulla singola attività, e gli adempimenti privacy sulla situazione reale dei trattamenti.
Hazard Analysis and Critical Control Points: un metodo che analizza i pericoli di ogni fase del processo alimentare e stabilisce i punti critici da tenere sotto controllo. Il riferimento europeo è il Regolamento CE 852/2004 sull’igiene dei prodotti alimentari.
No. Deve descrivere processi, attrezzature e rischi della singola attività. Un manuale copiato da un altro locale non regge a un controllo e non protegge i clienti.
È la possibilità di ricostruire il percorso di un alimento, dalla provenienza delle materie prime ai clienti a cui è stato fornito. Serve a garantire la sicurezza della produzione, individuare le cause dei problemi e attivare un sistema di allarme rapido.
Dipendono dall’attività: tipicamente quelle su pulizia e sanificazione, temperature, ricevimento delle merci, lotti e formazione degli addetti. Sono la prova che il sistema funziona nella pratica.
Sì, ogni soggetto che tratta dati personali (clienti, fornitori, dipendenti) è titolare del trattamento e deve rispettare il Regolamento (UE) 2016/679, in modo proporzionato alla propria realtà.
No: la designazione del Responsabile della Protezione dei Dati è obbligatoria solo nei casi previsti dal GDPR, come le autorità pubbliche o i trattamenti su larga scala di determinate categorie di dati. Può comunque essere una scelta organizzativa utile.
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